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L’inulina: un valido supporto per i probiotici

Categoria: Probiotici, stomaco e intestino / September 15, 2014
L’inulina: un valido supporto per i probiotici

Molte formulazioni a base di probiotici comprendono nella composizione anche l’inulina: qual è il ruolo di questo componente?

L’inulina si estrae dalla radice di cicoria ed è presente in modeste quantità anche nell’aglio, nella cipolla, negli asparagi, nei carciofi e nel radicchio: è una molecola che passa nell’intestino umano senza subire alcuna modificazione di sorta, poiché gli enzimi umani non sono capaci di scomporla.

L’inulina è un prebiotico perché è una fibra che può essere scissa ed utilizzata dai batteri residenti nell’intestino e, più in generale, dai batteri che possiedono l’inulinasi; questo enzima è presente nei lattobacilli che di solito vengono usati per la formulazione dei probiotici. Inserire l’inulina fra i costituenti dei probiotici significa garantire ai batteri della formulazione, una volta giunti nell’intestino dove devo agire, di avere a portata di mano un importante nutriente, l’inulina appunto.

Gli studi scientifici a disposizione testimoniano come l’assunzione di inulina faccia aumentare il numero di lattobacilli e bifido batteri a livello del colon e come sfavorisca, invece, l’insediamento dei batteri patogeni. Numerosi integratori alimentari vedono fra i componenti inulina e probiotici: l’inulina da sola o in associazione è particolarmente efficace per migliorare la digestione e ridurre la formazione di gas a livello intestinale (la cosiddetta aria nella pancia).

Gli studi scientifici hanno anche evidenziato che, in caso di diarreal’inulina riesce a favorire la crescita dei batteri che garantiscono una regolazione del tenue favorendo l’assorbimento di alcuni nutrienti. L’inulina da sola o in associazione con i probiotici è utile anche in caso di stipsi: gli studi dimostrano come l’azione lassativa dell’inulina è migliore di quella del lattosio e la sua assunzione provoca anche un minor numero di dolori addominali e riduce la formazione di gas intestinale.

L’inulina si presta bene ad essere associata con i probiotici perché ha un sapore neutro e non presenta retrogusti di sorta, inoltre si può impiegare come sostituto del grasso perché, quando si mescola con l’acqua, dà vita ad una struttura cremosa che si riesce ad inserire facilmente negli alimenti: a livello del palato stimola una sensazione gustativa omogenea e dona all’alimento un sapore equilibrato e fluido.

Secondo alcuni studi l’inulina sembrerebbe avere anche una certa attività antitumorale: una regolare assunzione di inulina, infatti, a livello del colon favorirebbe soprattutto la crescita dei bifidobatteri capaci di ridurre l’attività di alcuni marker tumorali del colon.

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Angela Nanni

Farmacista e redattore medico-scientifico