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L’intolleranza al lattosio: cosa è, come si manifesta e come gestire i sintomi

Categoria: Probiotici, stomaco e intestino / November 13, 2014
L’intolleranza al lattosio: cosa è, come si manifesta e come gestire i sintomi

Cos'è e come si manifesta l'intolleranza al lattosio. L'utilizzo di probiotici utile in caso di intolleranza al lattosio.

Quando si parla di intolleranze alimentari, la confusione è sempre dietro l’angolo. Questi termini infatti sono spesso abusati per indicare le sintomatologie più diverse che possono comparire dopo un pasto (comprese quelle che non sono state necessariamente causate dagli alimenti). In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sull’intolleranza al lattosio, detta anche maldigestione del lattosio.

Il lattosio, innanzitutto, è lo zucchero presente nei latticini. Chimicamente, è formato dall’unione di una molecola di glucosio e di una di galattosio. Ciò implica che – per essere assorbito come elemento nutriente – il lattosio deve essere digerito, separando le due parti sopra citate. Questo, di norma, avviene a livello del duodeno dove l’enzima lattasi (anche detto galattosidasi) è in grado di compiere tale processo. Nell’intolleranza al lattosio, invece, tale enzima non funziona a dovere, con il risultato che il lattosio non viene digerito adeguatamente e procedendo nel tratto gastrointestinale viene a contatto con la flora batterica residente che ne provoca la fermentazione, con conseguente grande produzione di gas e acidi organici. Inoltre, essendo il lattosio una sostanza osmoticamente attiva, trattiene una grande quantità di liquidi e impedisce la formazione di feci solide.

In seguito all’assunzione di alimenti contenenti lattosio, i sintomi che ne derivano sono soprattutto gastrointestinali: meteorismo (ovvero gonfiore a livello addominale), diarrea, flatulenza e crampi addominali. Tuttavia possono essere presenti anche sintomi di altro tipo quali malessere, stanchezza o debolezza, difficoltà a concentrarsi, cefalea. Nei casi più importanti, se la situazione perdura nel tempo, ci può essere un malassorbimento dei nutrienti con un conseguente calo di peso.

La diagnosi si basa prima di tutto sulla sintomatologia clinica: la comparsa dei sintomi sopra descritti, o anche di una parte di essi, deve insospettire su una possibile intolleranza al lattosio. Ciò non è detto che si verifichi dopo l’assunzione di latte o latticini: sono infatti molti gli alimenti anche di altra natura che contengono lattosio, in quantità variabili.

Una volta emerso il sospetto diagnostico, il passo successivo è la conferma della diagnosi attraverso un test semplice, non invasivo ma di grande utilità: il breath test con lattosio. Si tratta di dare da bere al paziente una piccola quantità di lattosio marcato e di analizzare il contenuto di marcatore nell’aria espirata, al fine di valutare il grado di digestione del lattosio stesso. Per una corretta interpretazione, è necessario esaminare l’aria che viene espirata nelle 3 ore successive alla somministrazione del lattosio, raccogliendo in una provetta sigillata un campione di aria espirata ogni 30 minuti.

Poiché la fermentazione del lattosio avviene anche grazie alla flora batterica intestinale, la composizione di quest’ultima è in grado di influenzare l’entità della sintomatologia. In particolare, alcuni ceppi batterici sono anch’essi in grado di digerire (anziché fermentare) il lattosio, e quindi questi specifici probiotici possono essere di aiuto. Nel caso in cui tale strategia non fosse sufficiente per un buon controllo dei sintomi, il paziente dovrà porre attenzione ad evitare gli alimenti contenenti lattosio.

Poiché l’intolleranza al lattosio è una condizione piuttosto frequente nella popolazione generale, sono oggi disponibili prodotti alimentari a base di latticini delattosati, che possono quindi essere tollerati anche dai soggetti con intolleranza.

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Dott. Filippo Fassio

Medico Chirurgo, specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica. Dirigente di primo livello presso SOD Immunologia e Terapie Cellulari, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze. Attività ambulatoriale a Firenze, Pistoia, Bologna e Lucca. Sito web www.allergologo.net