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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Qual è la differenza tra probiotici e fermenti lattici?

Categoria: Probiotici: cosa sono e come utilizzarli / September 3, 2014
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A differenza dei semplici fermenti lattici, i probiotici sono microrganismi in grado di promuovere un effetto benefico sulla flora batterica e sulla salute generale.

Fermenti lattici è una definizione, utilizzata per indicare, genericamente, batteri o lieviti capaci di metabolizzare principalmente il lattosio, un disaccaride ampiamente presente nel latte e di cui rappresenta circa il 98% degli zuccheri totali, ma contenuto in misura variabile, anche, nei suoi derivati.

Il prodotto preminente del processo di fermentazione è l’acido lattico ed i microrganismi capaci di realizzarla afferiscono, per lo più, ai generi Lactobacillus, Streptococcus, Saccaromyces, Lactococcus, Leuconostoc, Pediococcusm. Questa peculiarità è propria di numerose specie microbiche chiamate comunemente fermenti lattici vivi, ma solo un definito numero di esse, i probiotici, sembra compiere processi di biotrasformazione organica che possono rivelarsi utili a preservare lo stato di benessere generale dell’organismo umano. I probiotici, rappresentano, difatti, un insieme di microrganismi differenti, in grado di promuovere un effetto positivo sul microbiota intestinale e sulla salute dell’ospite.

La flora enterica è preposta allo svolgimento di tipiche e svariate funzioni. Oltre ad agevolare i processi digestivi, produrre vitamine e micronutrienti, rappresenta una vera e propria barriera difensiva, capace, con una sorta di effetto “antimicrobico”, di tutelarci dall’attacco dei batteri nocivi; in più, sembra sia in grado di modulare favorevolmente, anche, l’attività del nostro sistema immunitario. Salvaguardando l’equilibrio dinamico del microbiota e dell’intestino in generale, è possibile prevenire moltissimi disturbi, quali difficoltà digestive, tensione addominale, meteorismo, stipsi o diarrea. Un ecosistema intestinale sano ed una flora bilanciata supportano la corretta assimilazione dei nutrienti, la sintesi di vitamine del gruppo B, come la B2, B6 o B12, della vitamina K antiemorragica, nonché l’eliminazione di sostanze nocive e scorie metaboliche.

La composizione del microbiota intestinale non è sempre identica. In effetti, essa subisce variazioni in funzione dell'età dell'individuo, delle sue condizioni fisiopatologiche e può essere influenzata da svariati altri fattori. Scorrette abitudini alimentari ed un irregolare stile di vita, ad esempio, possono alterare profondamente la microflora batterica; è noto che la dieta tipica delle popolazioni occidentali industrializzate, ricca di proteine animali e zuccheri semplici, può contribuire a sbilanciare il delicato ecosistema enterico.

Per tutti questi motivi, la condizione essenziale, per un ottimale stato nutrizionale ed una pronta risposta alle infezioni ed aggressioni esterne, è quella di garantire al singolo, in relazione alla propria età e condizione fisica, la giusta integrazione con fermenti probiotici. Nell’ambito della categoria dei micorganismi probiotici, di uso comune sono il Lactobacillus salivarius, il Lactobacillus casei, il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillus gasseri, il Lactobacillus rhamnosus, il Lactobacillus paracasei, il Saccharomyces boulardii, ancora il Bifidobacterium lactis, il Bifidobacterium longum, il Bifidobacterium infantis, il Bifidobacterium brevis, il Bifidobacterium bifidum, il Bacillus coagulans, il Bacillus clausii, il Lactococcus lactis, l’Enterococcus faecium e moltissimi altri. Questi fermenti, indenni all'azione acido-gastrica, hanno la capacità di arrivare vivi ed attivi sino all'intestino, dove possono proliferare e contribuire al miglioramento delle attività della microflora enterica, nonché dello stato di benessere del proprio ospite.

Oggi è molto diffusa la prescrizione di probiotici, quale supporto terapeutico in caso di disfunzioni dell'apparato digerente; essi forniti in opportune concentrazioni, sono utili per riequilibrare l’attività intestinale, coadiuvare e supplire l'azione dei farmaci antibiotici, rafforzare le difese immunitarie. In base ad alcuni studi, i batteri probiotici influirebbero favorevolmente su svariate condizioni patologiche, sia locali che sistemiche, agendo principalmente da immunomodulatori, inducendo un’aumentata secrezione di IgA, ottimizzando l’efficienza delle cellule fagocitarie, incrementando la proporzione di linfociti T e cellule Natural Killer. Nonostante in proposito vi siano ipotesi e pareri alquanto discordanti, è probabile che i fermenti lattici probiotici espletino un'azione di supporto anche in corso di infezioni o patologie a carico dell’apparato respiratorio e dell’apparato uro-genitale, in caso di sindromi infiammatorie intestinali, allergie ed intolleranze alimentari, sindrome metabolica.

I probiotici contribuirebbero, persino, a conferire un aspetto più sano e luminoso all’epidermide. Indicati per pelli sensibili, disidratate, colpite da inestetismi ed imperfezioni, i batteri probiotici possono lenire e difendere la naturale integrità strutturale della cute e risultano, pertanto e non di rado, presenti nella lista degli ingredienti di molti parafarmaci, oltre che di svariate preparazioni per uso cosmetico.

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Roberta Madonna

Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica presso Centro DI.MA Studio Nutrizionistico