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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Probiotici e sviluppo delle resistenze batteriche

Categoria: Probiotici: cosa sono e come utilizzarli / October 1, 2014
Probiotici e sviluppo delle resistenze batteriche

Prima di essere commercializzati, i probiotici devono rispondere a precisi criteri di sicurezza per evitare che i batteri nocivi diventino resistenti all'azione degli antibiotici.

I probiotici disponibili in commercio sono dei batteri capaci di arrivare nell’intestino umano vivi e vitali; sono dei batteri buoni, ma pur sempre dei batteri e quindi, potenzialmente, possono avere un patrimonio genetico da cui i batteri cattivi, quelli che sono responsabili delle infezioni, potrebbero attingere per modellarsi in maniera tale da diventare resistenti all’azione degli antibiotici.

Negli ultimi anni gli esperti stanno avvertendo circa i rischi che l’antibiotico-resistenza potrebbe creare: non ci sono nuovi antibiotici disponibili e quelli in commercio molto spesso non riescono a contrastare le infezioni batteriche perché i batteri, con il tempo e quando esposti all’antibiotico anche quando non sarebbe necessario, continuano a replicarsi nonostante l’antibiotico in circolo.

Teoricamente l’assunzione di probiotici potrebbe fornire ai batteri patogeni un serbatoio genetico da cui attingere per imparare, all’occorrenza, a resistere contro gli antibiotici.

Per questo motivo, quando si commercializza un ceppo batterico come probiotico, si seleziona fra specie batteriche di cui si conoscano molto bene le caratteristiche e che sono già utilizzate senza effetti collaterali di sorta; poi si passa alla valutazione del ceppo per assicurarsi che non sia capace in alcun modo di resistere all’azione antibiotica; il profilo di antibiotico-resistenza va determinato per ogni ceppo microbico utilizzato nella formulazione in questione. Tale profilo andrebbe controllato anche ogni volta che in un prodotto si inserisce un nuovo ceppo microbico, anche se appartenente a una specie già impiegata.

Per questo motivo è necessario definire sempre il profilo delle antibiotico-resistenze per escludere il pericolo che il probiotico contenga informazioni che codifichino resistenze acquisite all’antibiotico anche solo potenzialmente trasmissibili.

Le più recenti linee guida emanate dal Ministero della Salute per gli integratori alimentari a base, o comunque contenenti probiotici, richiedono la dimostrazione dell’identità del ceppo mediante metodi molecolari.

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Angela Nanni

Farmacista e redattore medico-scientifico