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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Le associazioni di probiotici e prebiotici utili al benessere

Categoria: Probiotici: cosa sono e come utilizzarli / September 15, 2014
Le associazioni di probiotici e prebiotici utili al benessere

Le principali fibre solubili prebiotiche che favoriscono la crescita dei probiotici e aiutano a preservare l'ecosistema intestinale.

La salute dell’apparato digerente è strettamente correlata al benessere dell’intero organismo. È molto semplice riscontrare come alterazioni a livello gastroenterico possano compromettere fortemente la qualità della vita.

L’organo direttamente implicato nella nutrizione è senza ombra di dubbio l’intestino e questo ruolo chiave comporta una serie di problematiche da affrontare per il corretto svolgimento della sua attività, quali il contatto con il materiale esogeno nelle fasi finali della digestione, il corretto assorbimento dei nutrienti, il contatto con i materiali di scarto, prima dell’escrezione. Ognuno di questi momenti presenta una precisa criticità. Per quanto concerne il contatto con il materiale nelle fasi finali della digestione ed il contatto con i materiali di scarto, esiste la problematica dovuta all’eventuale presenza di sostanze contaminanti, molecole reattive o sostanze antinutrienti. Queste molecole possono essere naturalmente presenti negli alimenti di origine o secondarie ai processi digestivi; inoltre, l’intestino si ritrova continuamente a dover fronteggiare le specie batteriche patogene, che per diversi motivi possono raggiungerlo. Oltre alla gestione di queste complessità, l’epitelio enterico deve garantire il funzionale ed efficiente assorbimento dei principi nutritivi, operando, al tempo stesso, l’impermeabilità a molecole non utili o potenzialmente dannose.

Nello svolgere questa complicatissima gamma di funzioni, la simbiosi con specie batteriche quali Lattobacilli e Bifidobatteri riscuote un ruolo fondamentale nella nostra specie. Infatti, la colonizzazione intestinale, che inizia immediatamente dopo la nascita, secondariamente ai primi atti nutritivi, è fonte di notevoli reciproci vantaggi sia per le specie batteriche che per l’organismo ospite. Una corretta e funzionale colonizzazione microbica, definita appunto eubiosi, è alla base di innumerevoli benefici dal punto di vista digestivo, nutrizionale ed immunitario.

Ovviamente, una volta stabilitosi un perfetto bilancio e dinamismo nel microbiota intestinale, sorge un’ulteriore difficoltà, ovvero mantenere questo delicato equilibrio nel lungo periodo; è proprio qui che entra in gioco la prebiosi. Mentre è possibile definire un probiotico come un microrganismo che si dimostra in grado, una volta ingerito in opportune quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo, un prebiotico può essere, invece, identificato come una sostanza non digeribile dall’uomo, di origine alimentare che, assunta in quantità adeguata, favorisce selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri, già presenti nel tratto intestinale o assunti contestualmente al prebiotico.

Fibre prebiotiche scientificamente documentate e quindi impiegabili in sicurezza per l’uso alimentare umano sono l’inulina, i galatto-oligosaccaridi (GOS), i frutto-oligosaccaridi (FOS), il lattosaccarosio, le pirodestrine, i soiaoligosaccaridi, i trans-galatto-oligosaccaridi, gli isomalto-oligosaccaridi, il lattilolo, il lattulosio, gli xilooligosaccaridi e il polidestrosio.

Alla luce di questa disamina, emerge fortemente il concetto di specificità del prebiotico. Relativamente alle peculiarità metaboliche delle principali famiglie di microrganismi chiamati in causa, ovvero Lattobacilli e Bifidobatteri, è possibile effettuare una suddivisione dei relativi substrati in:

  • fibre prevalentemente bifidogeniche, quali inulina, galattoligosaccaridi, fruttoligosaccaridi, trans-galattoligosaccaridi, xilo-oligosaccaridi, lattosaccarosio, pirodestrine, soia-oligosaccaridi
  • fibre prevalentemente lattogeniche, in particolare isomaltoligosaccaridi, lattulosio, lactitolo, polidestrosio

L’inulina è una fibra Bifido-specifica, che nasce come oligosaccaride e risulta composta da varie catene di fruttosio; è presente in natura e rintracciabile, ad esempio, nella radice di Cichorium intybus, la comune cicoria, ma anche in moltissime altre specie vegetali. I GOS sono invece oligomeri dello zucchero galattosio ed anch’essi mostrano elevata ceppo specificità verso i Bifidobatteri. I FOS sono fibre bifidogeniche, in forma di polimeri di natura glucidica a corta catena e presenti in diverse varietà di frutta e verdura. Gli isomaltoligosaccaridi, il polidestrosio, il lattilolo ed il lattulosio sono polimeri glucidici, fermentabili, invece, principalmente dai batteri lattici ad acidi organici a corta catena, nello specifico lattato, acetato, butirrato e propionato, aventi un ruolo trofico per l’epitelio intestinale. È possibile rinvenire queste fibre tra i principali componenti di diversi integratori prebiotici o in molti preparati simbiotici, in associazione con i probiotici.

Per quanto concerne il trattamento prebiotico, esso potrebbe, plausibilmente, costituire uno strumento preventivo o terapeutico per le disbiosi enteriche. È largamente riconosciuto dalla comunità scientifica che i prebiotici siano in grado di influenzare positivamente il benessere intestinale, inteso come capacità immunologica, digestiva, di transito, anti-stipsi, anti-diarroica e di assorbimento dei nutrienti, per cui, ricorrendo all’uso delle fibre solubili, è possibile preservare efficacemente il proprio ecosistema intestinale.

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Roberta Madonna

Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica presso Centro DI.MA Studio Nutrizionistico