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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

I diversi ceppi di probiotici

Categoria: Probiotici: cosa sono e come utilizzarli / September 13, 2014
I diversi ceppi di probiotici

Ceppi di probiotici: differenze, caratteristiche e funzioni specifiche.

L’intestino di un soggetto adulto ospita differenti specie unicellulari, identificate come flora enterica ed avente funzioni fondamentali per il benessere e la sopravvivenza stessa dell’individuo.

Lo sviluppo del microbiota segue uno schema ben noto. L’intestino umano, sterile alla nascita, subisce, difatti, la prima contaminazione per via orale, a partire dalla microflora vaginale materna. Tra il ventesimo giorno ed il quarto-sesto mese di vita, si sviluppa una flora primariamente costituita da Bifidobatteri. Con lo svezzamento, si assiste ad una lenta transizione, che condurrà, infine, il giovane intestino ad una composizione microbica sovrapponibile a quella tipica del soggetto adulto. Una volta definita e stabilizzata, la microflora risulterà essere piuttosto segmento-specifica, lungo l’intero asse gastrointestinale.

L'avanzare dell'età, l'assunzione di antibiotici o la dieta inadeguata tendono spesso a minare il delicato bilancio tra i microrganismi intestinali benefici e dannosi. Si è ipotizzato, persino, che uno squilibrio della flora batterica svolga un ruolo primario nello sviluppo di svariate patologie, come malattie autoimmuni, sindrome metabolica, diabete, obesità, malattie cardiovascolari, cancro ed infezioni polmonari. Di certo, il tratto intestinale contiene una delle più alte concentrazioni di rilevatori chimici, quali cellule nervose, cellule endocrine, cellule immunitarie, i cui segnali agiscono su svariati tessuti ed organi. Tali cellule sono fortemente influenzate dai microrganismi intestinali ed uno squilibrio nel rapporto tra batteri benefici e potenzialmente patogeni attiva molti di questi rilevatori in senso negativo, il che può innescare lo sviluppo di una serie di patologie e disturbi in molti distretti corporei. Pertanto, in caso di disfunzioni dell'apparato digerente, potrebbe rivelarsi particolarmente vantaggioso ricorrere all’impiego dei fermenti probiotici.

Forniti in adeguate concentrazioni, i probiotici sono utili per riequilibrare le funzioni enteriche, rafforzare le difese immunitarie, coadiuvare e supplire l'azione degli antibiotici.

Diversamente dai comuni fermenti lattici, i probiotici utilizzano ceppi di origine umana, così, essi si riproducono nelle condizioni di temperatura e pH, presenti nel nostro intestino e quindi possono colonizzarlo. Gli altri microrganismi, seppur benefici, non sono adattati invece all’ambiente enterico umano, per cui lo occupano per un certo tempo, senza potervi proliferare. Inoltre, per essere definito probiotico un ceppo batterico deve essere in grado di superare lo stomaco e raggiungere indenne l’intestino, per esercitarvi un’azione di equilibrio sul microbiota intestinale. I probiotici sono definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla FAO, come organismi vivi che, se ingeriti in quantità adeguate, conferiscono un effetto positivo alla salute dell’ospite.

La sfida cruciale è quella di determinare e definire con chiarezza quali organismi siano utili ed esercitino realmente un effetto preventivo o terapeutico sull’uomo. Per quanto concerne i probiotici, la gamma di applicazioni sarà nel prossimo futuro, grazie alla ricerca, doverosamente definita in modo ancor più preciso di quanto sia stato fatto finora. I meccanismi alla base del risultato benefico dei probiotici stanno diventando, difatti, sempre più chiari ed evidenti.

I probiotici interagiscono con l’ospite tramite vari meccanismi e percorsi. Alcuni probiotici, per esempio, possono contenere la virulenza di alcuni agenti patogeni, migliorando la funzione della barriera intestinale, stimolando meccanismi immunitari, dentro e fuori l’intestino. Essi, inoltre, aiutano a regolare la motilità intestinale, favoriscono effetti anti-infiammatori, migliorano la composizione microbica e preservano la sua stabilità. I probiotici hanno effetti positivi in tutte le fasi della vita, comprese le primissime. Gli studi confermano l’effetto benefico di alcuni probiotici in caso di gastroenterite, coliche, eczema, diarrea ed enterocolite necrotizzate. Batteri, come il Lactobacillus rhamnosus, sembra possano sostenere la prevenzione di alcune malattie nei bambini che tendono ad avere una diversità del microbiota ridotta, in quanto non allattati al seno.

Di fatto, i batteri utilizzati come probiotici sono tantissimi, ma non tutti hanno la medesima efficacia. Vediamo i principali:

  • Il Saccharomyces boulardi sembra prevenire efficacemente la diarrea associata all’uso di antibiotici e, secernendo una proteasi che contrasta le endotossine prodotte dal Clostridium difficile, potrebbe ostacolare la comparsa di colite pseudomembranosa
  • Il Lactobacillus casei si dimostra in grado di aumentare i livelli circolanti di immunoglobuline A (IgA), in corso di diarrea infettiva, riducendo l’incidenza e la durata degli episodi diarroici
  • Il Lactobacillus acidophilus agisce soprattutto nella parte terminale del piccolo intestino e nel colon, producendo acido lattico, come prodotto prevalente del processo di fermentazione e numerose batteriocine
  • Il Lactobacillus salivarius è un eccellente modulatore della flogosi e risulterebbe molto utile in tutte le patologie caratterizzate da una notevole componente infiammatoria, come le malattie gastroenteriche
  • Il Lactobacillus reuteri produce batteriocine e sostanze con attività antimicrobica come la reuterina; ancora, crea un biofilm protettivo che migliora la funzione di barriera enterica, decrementando la permeabilità locale. Esso, inoltre, riduce la diarrea acuta infettiva da rotavirus, sembra essere utile nel trattamento dell’intestino irritabile, nell’infezione da Helicobacter Pylori, nella dermatite atopica e nell’ipersensibilità alle proteine del latte vaccino
  • Il Bifidobacterium bifidum aiuta a limitare la colonizzazione da parte di batteri opportunistici, aumenta l’efficienza del sistema digestivo, influisce sull’immunoregolazione, sul metabolismo dei lipidi
  • Il Bifidobacterium longum, rappresentando uno dei più importanti abitanti dell’intestino umano, protegge contro le infezioni da agenti patogeni, combatte la formazione dei gas intestinali, aiuta la funzionalità enterica, stimola il sistema immunitario
  • Nel trattamento dei disturbi enterici, quali colon irritabile, diverticolite e morbo di Crohn, i più interessanti benefici clinici sembrano provenire dai Bifidobacterium lactis e Bifidobacterium bifidum
  • Coadiuvanti nel trattamento o nella prevenzione delle vaginosi batteriche, vaginiti ed infezioni delle base vie urinarie ed ancora utili per ristabilire l’equilibrio della microflora vaginale sono il Lactobacillus rhamnosus ed il Lactobacillus reuteri
  • Il Saccharomyces Cerevisiae sub. boulardi e l’Entrococcus faecium sembrano utili, in associazione, per il ripristino del delicato ecosistema intestinale in corso di terapia antibiotica, candidosi o diarrea
  • L’associazione del Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus fermentum, Lactobacillus plantarum e Lactobacillus salivarius sembra indicata in corso di candidosi vaginale, infezioni croniche o recidivanti del tratto genito-urinario maschile o femminile, in corso di intolleranze alimentari o di infezioni gastriche da Helicobacter Pylori
  • Il Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus rhamnosus, il Lactobacillus plantarum, il Bifidobacterium lactis e lo Streptococcus thermophilus, si rinvengono, di frequente, in combinazione, in preparati farmaceutici per il riequilibrio della flora batterica intestinale, per il trattamento delle intolleranze alimentari, in caso di stati di stress prolungato, squilibri nutrizionali, disturbi intestinali, infezioni delle vie urinarie, candidosi ed allergie alimentari
  • Studi scientifici hanno trovato cooperatività d’azione tra altre diverse specie di Lactobacillus, in particolare, il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillus paracasei ed il Lactobacillus rhamnosus, nell’incrementare i livelli di colesterolo HDL, nell’indurre una risposta immunitaria equilibrata, nel ridurre i marcatori di infiammazione
  • Allo stesso modo, sono state trovati legami tra le differenti specie di Bifidobacterium, nello specifico, il Bifidobacterium lactis, il Bifidobacterium bifidum ed il Bifidobacterium longum ed un miglior controllo dei livelli di zucchero nel sangue, una diminuzione dello stato di flogosi a livello epatico ed un ridotto tasso di danni a carico del DNA. Queste attività sono, però, ancora oggetto di numerose controversie scientifiche ed ancora non possono essere annoverate fra quelle effettivamente dimostrate
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Roberta Madonna

Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica presso Centro DI.MA Studio Nutrizionistico