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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Effetti collaterali dei probiotici

Categoria: Probiotici: cosa sono e come utilizzarli / September 30, 2014
Effetti collaterali dei probiotici

I probiotici sono di libera vendita, ma possono causare alcuni effetti collaterali e reazioni avverse, vediamo i principali.

I probiotici sono disponibili in commercio o come integratori nutrizionali o come farmaci da banco (ovvero sulla confezione è presente la dicitura OTC), sono quindi di libera vendita e di solito non procurano effetti collaterali di sorta, ma quando si utilizzano bisogna comunque fare una certa attenzione; servono studi scientifici ulteriori e più accurati che possano chiarire quali sono gli effetti indesiderati che possono produrre e chi dovrebbe assumerli con cautela.

Per il momento è buona regola ricordare che i probiotici vanno assunti secondo le modalità indicate sulla confezione, quindi una o più volte al giorno, vicino o lontano dai pasti. Per evitare effetti collaterali, inoltre, è importante conservarli alla temperatura indicata: alcuni possono essere conservati a temperatura ambiente, altri devono essere mantenuti al di sotto dei 25 °C, altri vanno conservati a temperatura compresa fra i 2 e gli 8 °C.

In alcuni soggetti si possono verificare reazioni avverse non per il contenuto in probiotici, ma per la presenza di eccipienti che possono essere non tollerati dal consumatore.

Chi è intollerante al lattosio deve sempre controllare la composizione dei probiotici per assicurarsi che non ci siano derivati del latte che potrebbero innescare il corteo sintomatologico dell’intolleranza.

Alcuni studi scientifici, da confermare, hanno evidenziato che l’assunzione di probiotici potrebbe essere dannosa nei pazienti affetti da pancreatite.

I probiotici dovrebbero essere utilizzati con estrema cautela anche dai pazienti con un sistema immunitario particolarmente debole come le persone malate di AIDS, ovvero infettate dal virus HIV e dalle persone in chemioterapia; l’assunzione di probiotici in queste persone può indurre nei casi più gravi setticemia.

I probiotici possono migliorare il transito intestinale e quindi la stipsi: se però vengono somministrati ad un paziente disidrato e con un’alimentazione molto povera di fibre la loro integrazione può aggravare la disidratazione, perché è vero che i probiotici migliorano l’idratazione fecale, ma in questo caso sottraggono altra acqua al metabolismo.

Può anche succedere che dopo l’assunzione di probiotici si verifichino flatulenza, meteorismo, diarrea e crampi addominali: tali effetti, forse, sono legati al tipo di ceppo presente nel probiotico assunto.

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Angela Nanni

Farmacista e redattore medico-scientifico