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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Alla scoperta di probiotici e prebiotici

Categoria: Probiotici: cosa sono e come utilizzarli / September 4, 2014
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Utilizzati insieme, probiotici e prebiotici possono favorire un ambiente intestinale più sano, con benefici per tutto l'organismo.

Un qualsiasi prodotto commerciale per definirsi probiotico, deve possedere peculiari e ben definiti requisiti di efficacia e sicurezza sulla salute umana. Un probiotico, sostanzialmente, deve mostrare resistenza all’azione di acidi gastrici e sali biliari, deve possedere la capacità di colonizzare l'intestino, deve esercitare un'azione regolatrice sul microbiota intestinale e deve, infine, poter agire positivamente su svariati distretti dell’organismo.

Le differenti proprietà probiotiche osservate sono, generalmente, ceppo-specifiche. Ad esempio, il Bifidobacterium spp. si ritiene ottimo per contrastare i microrganismi nocivi a livello enterico; il Lactobacillus acidophulos è un efficace immunoregolatore; il Lactobacilus casei è adatto in caso di dissenteria e particolarmente, nei bambini; il Lactobacillus johnsoni LA1 aiuta a stimolare il sistema di difesa intestinale ed il sistema immunitario in generale; il Lactobacillus rhamnosus LGG contribuisce a prevenire e ridurre le gastro-enteriti infettive da Rotavirus. D’altro canto, in caso di infezioni urogenitali ricorrenti, l’integratore ideale sembra sia quello che preveda, quali ceppi probiotici, il Saccharomyces boulardii, il Lactobacillus plantarum, il Bifidobacterium longum, il Lactobacillus acidophilus DDS-1, il Lactobacillus rhamnosus. Per contrastare le infezioni opportunistiche da Candida albicans ed altre micosi intestinali o del limitrofo distretto genito-urinario, pare sia preferibile, invece, ricorrere a preparazioni a base di Lactobacillus acidophilus LA5 e Saccharomyces boulardii; in linea di massima, la soluzione ottimale sarebbe optare per probiotici “polivalenti”, che garantiscano, dunque, l’associazione di differenti ceppi attivi.

I probiotici sono disponibili sul mercato, come alimenti e prodotti dietetici arricchiti o come preparazioni farmaceutiche da banco. In verità, l'equilibrio della flora enterica risulta favorito, oltre che dai microrganismi probiotici, anche dall'assunzione con la dieta di prebiotici, ovvero, polimeri di natura per lo più glicidica, non-digeribili e fermentabili selettivamente, che possono favorire crescita, moltiplicazione ed attività di uno o più gruppi di batteri, già presenti nel tratto intestinale o assunti contestualmente ad integratori probiotici. L'uso congiunto di probiotici e loro substrati prebiotici porta allo sviluppo di alimenti definiti simbiotici; ne sono un esempio le associazioni Lattobacilli e lattitolo, Bifidobatteri e oligofruttosio, Bifidobatteri e galattoligosaccaridi.

Secondo alcuni ricercatori potrebbero identificarsi nella categoria dei prebiotici moltissimi cibi funzionali e tra questi, soprattutto, quelli valorizzati dall’aggiunta di fruttani e galattoligosaccaridi. Grano, avena, riso, noci, banane, cipolle, aglio, porri, carciofi, asparagi, pomodoro, radicchio, barbabietole, fagioli e legumi in generale, sono tutti alimenti prebiotici di origine vegetale, in quanto rappresentano una cospicua fonte di fibre alimentari, beta-glucani ed inulina, in particolare.

Svariate metanalisi suggeriscono che se abbinati ai prebiotici, i batteri probiotici si dimostrano, persino, in grado di operare la riduzione del rischio di malattie metaboliche, di patologie cardiovascolari, nonché di neoplasie del colon-retto. È stato proposto che l’assunzione regolare ed ad opportuni dosaggi di probiotici, operata preferibilmente di concerto con cibi prebiotici funzionali, possa ridurre la durata media, la severità e l’intensità delle infezioni a carico delle alte vie respiratorie; ancora, la ricerca clinica conferma che i probiotici contribuiscono a contrastare gli effetti collaterali delle cure con chemioterapici antibatterici, migliorandone la tollerabilità.

I probiotici, specie se associati ai prebiotici, sembrano alleviare percettibilmente i sintomi tipici della sindrome del colon irritabile; si ritiene che aiutino, difatti, a prevenire dolore e tensione addominale, stitichezza o diarrea, favorendo i giusti equilibri intestinali. Il maggior numero di risposte positive riguarda i Bifidobatteri ed i Lattobacilli, microrganismi che, inoltre, mostrano di possedere anche una valente azione di tipo immunomodulatrice.

Secondo alcuni ricercatori, poi, i probiotici, specie se abbinati ai prebiotici, potrebbero, espletare importanti effetti anti-colesterolemici; le formulazioni probiotiche arricchite di Lactobacillus reuteri, sembra possano rappresentare un valido strumento, per ridurre sensibilmente i livelli di colesterolo LDL, nonchè di altri lipidi ematici. L’uso di probiotici durante la gravidanza, nel contesto di una alimentazione particolarmente ricca di prebiotici, pare possa ridurre il rischio di diabete gestazionale, nonché di parti macrosomici.

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Roberta Madonna

Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica presso Centro DI.MA Studio Nutrizionistico