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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Ricerca agroalimentare e probiotici

Categoria: Probiotici e alimentazione / September 29, 2014
Ricerca agroalimentare e probiotici

Nell'alimentazione attuale non si cercano soltanto nutrienti ed energia, ma principi attivi essenziali per il mantenimento della salute e la prevenzione delle malattie.

Le comunità microbiche che risiedono nell’intestino umano ed il loro impatto sulla salute rappresenta, allo stato attuale, una delle più interessanti ed affascinanti aree di ricerca in ambito agroalimentare.

Sulla base di studi comparati, eseguiti sui modelli animali e sull’uomo, sono stati riconosciuti i ruoli della flora intestinale e dei fermenti lattici, ma soprattutto sono stati precisati i loro effetti benefici ed i possibili meccanismi d’azione. L’impegno degli scienziati è stato, senz’altro, ripagato, in quanto i probiotici hanno assunto, con il tempo, un ruolo sempre più importante nel carrello della spesa dei consumatori italiani.

I preparati a base di batteri lattici probiotici agiscono riequilibrando la flora enterica. Essi ripristinano l’ecosistema e la biodiversità intestinale alterati da patologie, alimentazione errata o stress di varia natura, attraverso la produzione di particolari sostanze inibitrici, note come batteriocine e di altri metaboliti attivi verso i patogeni. Importante è stata l’individuazione da parte degli studiosi di alcune caratteristiche dei probiotici, soprattutto dell’esistenza di raffinate interrelazioni tra i diversi microrganismi, come quelle tra batteri lattici e lieviti e tra probiotici e taluni substrati utili al loro sviluppo e, per questo, denominati prebiotici.

Dall’associazione dei concetti di probiotico e prebiotico è scaturito quello di simbiotico che sta aprendo nuove frontiere nell’attuale era agroalimentare.

In passato, la funzione principale degli alimenti era quella di nutrire e fornire all’uomo le calorie necessarie per soddisfare l’elevato dispendio energetico richiesto dalle attività lavorative. Nelle società avanzate, la vita dell’uomo è stata caratterizzata da una progressiva riduzione del lavoro fisico e da un significativo aumento dell’età media; ne consegue che, nell’alimentazione attuale non si cercano soltanto nutrienti ed energia, ma anche e soprattutto quei principi attivi essenziali per il mantenimento della salute e la prevenzione delle malattie

I componenti funzionali degli alimenti sono individuati negli antiossidanti, nelle vitamine e nei sali minerali, negli acidi grassi polinsaturi, nei prebiotici e nei probiotici. Fra questi, i prebiotici, quali fibre di origine vegetale non digeribili dall’uomo, svolgono un ruolo particolarmente importante per la loro capacità di promuovere selettivamente la crescita e l’attività metabolica di una o più specie batteriche, tra quelle già presenti nel colon e ritenute benefiche per la salute dell’ospite. Studi recenti hanno dimostrato l’efficacia dei prebiotici, anche, nel favorire l’assorbimento e quindi la biodisponibilità di alcuni microelementi e nell’influire positivamente sul metabolismo del colesterolo.

I probiotici invece, possono essere definiti principi attivi vivi, in quanto sono supplementi alimentari costituiti da microrganismi vitali, che agiscono favorevolmente sull’ospite migliorando il suo ecositema enterico. I microrganismi probiotici, per lo più appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium, per essere definiti tali, devono possedere alcune caratteristiche generali. Essi devono essere preferibilmente di provenienza intestinale umana, resistere ai succhi gastrici ed ai sali biliari, aderire alle cellule epiteliali e colonizzare l’intestino umano, costituire una massa batterica benefica.

Scendendo nello specifico, si resta meravigliati da tutte le proprietà di questi batteri e da come tali proprietà possano variare tra specie e specie e persino tra ceppi appartenenti alla stessa specie. Alcune di queste riguardano la comprovata regolazione dell’ecosistema enterico, per effetto barriera nei confronti di altri microrganismi ed azione filtrante verso metaboliti tossici. Altre riguardano, però, la funzione nutrizionale, l’attività proteolitica con la liberazione di biopeptidi, la riduzione della colesterolemia, il potenziamento del sistema immunitario dell’ospite, l’attività anticancerogena.

È ancor più sorprendente, poi, come alcuni ceppi probiotici riescano addirittura a migliorare le proprie prestazioni lavorando in cooperazione con altri; è il caso del Bifidobacterium in associazione con L. acidophilus.

Di sinergia si può parlare anche tra probiotici e prebiotici. L’inulina, ad esempio, crea il substrato ottimale per la crescita e l’attecchimento intestinale di numerose specie batteriche ed in particolare quella del Bifidobacterium. Un esempio di alimento simbiotico, arricchito con probiotici e prebiotici, è lo yogurt con inulina, Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium BB12. A conferma delle sue proprietà altamente salutistiche, l’inserimento nella dieta di tale prodotto ha dimostrato un’evidente azione equilibratrice nei soggetti con dismicrobismo intestinale.

La cooperatività si realizza, anche, tra probiotici e biopeptidi, dal momento che la colonizzazione dell’intestino da parte dei bifidobatteri appare favorita dai biopeptidi, rappresentati da alcuni frammenti della K-caseina.

L’industria agroalimentare, oggi, ha l’importante compito di fornire e mettere a disposizione di tutti prodotti ricchi in principi attivi e componenti funzionali. L’Italia è, senza dubbio, il paese dei probiotici. Siamo i primi in Europa per numero di studi scientifici pubblicati e diventiamo i secondi al mondo, solo dietro gli USA. La leadership dell’Italia in ambito agroalimentare e la sua competenza in materia di probiotici sono ampiamente riconosciute anche all’estero, ma poco note forse agli stessi italiani. Il mercato dei probiotici è particolarmente ampio ed innovativo ed ha registrato negli ultimi anni dei notevoli tassi di crescita. Anche gli studi ed i trials clinici sono in continuo aumento ed evidenziano risultati sempre più interessanti, che attestano l’importanza della flora batterica intestinale e la capacità dei probiotici di favorirne l’equilibrio.

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Roberta Madonna

Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica presso Centro DI.MA Studio Nutrizionistico