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Probiotici, alimenti funzionali, nutraceutici: ecco la rivista dedicata all'integrazione nutrizionale per una vita più sana

Nuove frontiere: gli alimenti addizionati di probiotici

Categoria: Probiotici e alimentazione / September 8, 2014
Nuove frontiere: gli alimenti addizionati di probiotici

I prodotti funzionali: dalle olive ai carciofi, fino ai derivati dei cereali e alle bevande probiotiche.

Un alimento fortificato è un alimento reso più nutriente senza che venga modificato il suo contenuto energetico; può essere addizionato, infatti, di vitamine e minerali, antiossidanti, fitocomposti.

La fortificazione può apportare un notevole vantaggio senza determinare uno sbilanciamento della dieta, per cui i prodotti dietetici fortificati mostrano, spesso, spiccate proprietà funzionali. Tecnicamente il termine funzionale identifica un alimento, un componente di un alimento o un gruppo di alimenti il cui consumo, nel contesto di un regime alimentare corretto, è considerato favorevole al mantenimento dello stato di salute. La dimostrazione scientifica di tale proprietà permette di qualificare un prodotto come funzionale.

Gli effetti biologici esplicati dall’alimento o da un suo componente possono consistere nella modulazione di funzioni metaboliche, nel potenziamento delle difese immunitarie, nella prevenzione degli stress ossidativi e del rischio di contrarre malattie. Gli alimenti arricchiti di probiotici, prebiotici o simbiotici sono, senza dubbio, tra i più diffusi prodotti funzionali.

I probiotici sono microrganismi viventi, che assunti in varie formulazioni, dopo essere stati ingeriti in numero sufficientemente elevato, esplicano un’azione di riequilibrio sulla microflora intestinale ed esercitano comprovati effetti benefici sulla salute umana. I probiotici devono possedere peculiari caratteristiche, ovvero devono essere presenti nel prodotto funzionale, come cellule vive, in elevata quantità prima di essere ingeriti, devono poter vantare un buon grado di stabilità ed essere in grado di resistere vitali per l’intera validità del prodotto in cui sono contenuti. Inoltre, i fermenti dopo essere stati ingeriti devono superare l’acidità dell’ambiente gastrico e devono giungere attivi nell’intestino e con carica sufficientemente elevata, tale da colonizzare la flora batterica del colon.

I probiotici migliorano l’ecosistema intestinale, riducono l’attività di batteri patogeni, espletano un’azione antidiarroica, potenziano le difese immunitarie, sembrano persino diminuire l’assorbimento del colesterolo di origine alimentare e svolgere un’azione ipotensiva.

Attualmente, è possibile assistere ad un crescente sviluppo di nuove linee di prodotti funzionali, che spaziano dalle olive ed i carciofi, fino ai derivati dei cereali e alle bevande probiotiche. Gli scienziati amano definire questi alimenti come nutraceutici. Essi hanno lo stesso gusto e, all’apparenza, in nulla differiscono da quelli tradizionali, ma sono addizionati con principi biologicamente attivi, studiati per prevenire malattie o per alleviare quelle in corso. Così, anche chi soffre di intolleranze o allergie ai derivati del latte, oggi, potrà godere degli effetti benefici dei fermenti lattici vivi sull’intestino, grazie al consumo di vegetali ed di altri prodotti alimentari arricchiti con probiotici. I microrganismi maggiormente impiegati a tal scopo sono i Lattobacilli e i Bifidobatteri.

L’idea di creare alimenti cosiddetti funzionali, a partire da prodotti tipici della dieta mediterranea, si è rivelata di enorme successo. I consumatori sono da sempre molto attratti da prodotti naturali e salutari e i vegetali probiotici si ottengono proprio attraverso un processo di trasformazione, all’insegna della naturalità. La superficie dei vegetali è stata rivestita con uno strato di batteri benefici opportunamente selezionati; così arricchiti, sono capaci di veicolare nell’intestino microrganismi probiotici vitali.

Per coadiuvare il riequilibrio della microflora batterica, i fermenti lattici devono, necessariamente, arrivare vivi ed attivi sino al colon, sopravvivendo alle azioni del tratto gastro-intestinale. In effetti, l’unica difficoltà che gli studiosi hanno dovuto affrontare è stata l’integrità di questi batteri, durante il passaggio nell’apparato digerente. Tuttavia, gli alimenti vegetali, grazie al loro naturale contenuto di elementi funzionali, quali fibre prebiotiche, vitamine ed antiossidanti e grazie alla loro architettura di superficie, forniscono una confortevole nicchia per un sicuro trasferimento dei batteri fino all’intestino, agevolandone il lungo e difficoltoso cammino, nonché la colonizzazione, la moltiplicazione e lo sviluppo. Il batterio probiotico impiegato per il rivestimento esterno è rappresentato dal Lactobacillus paracasei LMG P-22043. Il microrganismo sembra modulare la flora enterica, aumentando la biodiversità dei batteri lattici e riducendo i potenziali patogeni.

Studi effettuati in collaborazione con diversi specialisti gastroenterologi hanno dimostrato il contributo dei vegetali probiotici al benessere intestinale. Il consumo quotidiano di una porzione di vegetali probiotici, per almeno due settimane, sembra, difatti, attenuare i sintomi dell’intestino pigro e ne migliora la sintomatologia. Restebbero da valutare gli eventuali altri effetti positivi dei probiotici, quali il rafforzamento del sistema immunitario o la prevenzione di alcuni stati patologici.

Di recente, la ricerca agroalimentare ha contribuito alla realizzazione di un tipo di pasta funzionale, anch’essa in grado di migliorare lo stato di salute e il benessere del consumatore. I ricercatori hanno sviluppato nuovi sfarinati ricchi di vitamine, antiossidanti e proteine di alta qualità, ottenuti da grano duro decorticato e macinato con mulino a pietra ed integrato con beta glucani, ad effetto prebiotico. A questa miscela di sfarinati sono stati poi aggiunti, per la prima volta nell’industria della pasta, spore di batteri in grado di resistere alle alte temperature. Per facilitare la vitalità delle spore, gli studiosi hanno adottato una trafila sottile per produrre la pasta, il che ha ridotto i tempi di cottura a circa sei minuti, tenendo conto che la vitalità è garantita in un lasso di tempo compreso tra i cinque ed i sette minuti. È stata valutata successivamente la sopravvivenza del preparato durante il transito, attraverso un sistema del tutto simile al tratto intestinale. La sopravvivenza è risultata pari all’85%, di cui 70.4% per le spore batteriche e 13.9% per le cellule germinate.

Oltre questa varietà di pasta, che abbina le caratteristiche dei probiotici e dei prebiotici a numerose sostanze antiossidanti, è in progetto una seconda tipologia, arricchita con delle specie batteriche capaci di produrre vitamine del gruppo B. Tutte queste applicazioni tecnologiche hanno permesso, senz’altro, di innovare i processi di trasformazione e di migliorare la qualità degli alimenti; in tal modo, è possibile non solo contribuire ad incentivare le interazioni tra la ricerca di base ed applicata, ma è, soprattutto, possibile rendere l’industria più competitiva, per sfidare con successo le dinamiche di mercato. Considerato il crescente interesse verso i cibi funzionali, la ricerca si sta applicando, così, a molti altri prodotti tipici della dieta mediterranea, nella prospettiva di elevarne sempre più la qualità e trasformarli in alimenti con caratteristiche di alto valore salutistico.

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Roberta Madonna

Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica presso Centro DI.MA Studio Nutrizionistico